Pubblicato il 03/04/18

Vaccini: un altro esempio di modesta cultura scientifica

Che la conoscenza sia ormai vissuta con fastidio e gli esperti visti con sospetto, se non tacciati di bieco elitarismo, è un problema generale di tutta la cultura occidentale (si legga, per esempio, “La conoscenza ed i suoi nemici”, di Tom Nichols di Harvard), ma noi in Italia spesso esageriamo. Tanto da finire sulle più importanti riviste internazionali (specialistiche e non) per episodi e polemiche possibili solo in un paese con modesta cultura scientifica.  Ed allora tocca ai ricercatori più volenterosi e che hanno ben presente la loro ragione sociale rimboccarsi le maniche e dare un contributo alle istituzioni per contrastare l’ignoranza e il populismo che la cavalca. Roberto Burioni, virologo di fama internazionale, si è speso molto contro la cultura anti-vaccinista in Italia e qui ospitiamo volentieri una sua breve nota. (vt)
Vaccini dell’infanzia: obbligo o non obbligo? La prima cosa da dire è che nessuno può mettere in dubbio l’efficacia e la sicurezza delle vaccinazioni attualmente in calendario per i nostri bambini. Oltre a questo, dobbiamo affermare categoricamente che la copertura vaccinale più alta possibile è fondamentale per rendere la nostra comunità più sicura, specialmente per coloro che sono troppo piccoli per vaccinarsi o non possono vaccinarsi perché si stanno curando un tumore o riprendendo da un trapianto.

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Autore/i

  • Roberto Burioni

    Roberto Burioni, Professore Ordinario, insegna Microbiologia e Virologia e dirige l’omonima Scuola di Specializzazione presso l’Università Vita-Salute di Milano. E’, inoltre, responsabile di un laboratorio di ricerca in immunologia umana focalizzato sulla terapia con anticorpi monoclonali umani e sulla diagnostica molecolare precoce di malattie infettive.

 

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