Pubblicato il 20/08/12

Attività fisica e salute

La nota che oggi presentiamo descrive come una modesta e semplice attività fisica sia in grado di mantenere, o migliorare se serve, il nostro stato di salute. A noi piace aggiungere che, in alcune sue forme, l’attività fisica ha costi ridottissimi, alla portata di tutte le tasche e che, molto probabilmente, un’ampia diffusione di questa abitudine avrebbe un impatto positivo sulla spesa sanitaria. Nonostante queste attraenti caratteristiche, l’attività fisica è poco diffusa nella nostra società. Ci pare evidente che andrebbe incentivata tramite opportune campagne di sensibilizzazione (per esempio fin dalla scuola elementare); ma anche tramite politiche che rendano più facile e redditizio l’investimento pubblico e privato nella creazione e nella gestione di strutture sportive. Sarebbe un tipico esempio in cui il mercato viene virtuosamente orientato verso bisogni individuali di interesse generale. (vt)

La mancanza di attività distrugge la buona condizione di qualunque essere umano

Più di 2.300 anni fa Platone aveva intuito i rischi per la salute legati alla sedentarietà ed i benefici derivanti dall’attività fisica regolare: “La mancanza di attività distrugge la buona condizione di qualunque essere umano; al contrario, il movimento e l’esercizio fisico metodico la conservano e la preservano”. La ricerca scientifica conferma l’intuizione di Platone e dimostra che lo stato di forma fisica si associa ad una riduzione della mortalità totale ed in particolare degli eventi cardiovascolari.

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Autore/i

  • Pierpaolo De Feo
    Pierpaolo De Feo, è Professore Associato di Endocrinologia dell’Università di Perugia, dove dirige il C.U.R.I.A.MO. (Centro Universitario Ricerca Interdipartimentale Attività Motoria). E’ autore di circa 140 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali , diverse in tema di esercizio fisico e strategie per migliorare gli stili di vita. E’ stato coordinatore del Gruppo Attività Fisica di Diabete Italia ed è attualmente Presidente dell’Italian Wellness Alliance.

Letture consigliate

Come la COVID-19 possa cambiare la nostra democrazia e come l’aiuto della scienza sia determinante nell’esercitare la scelta fra privacy e salute.

"... ognuno di noi dovrebbe scegliere di fidarsi dei dati scientifici e degli esperti piuttosto che di infondate teorie del complotto e di politici che fanno i loro interessi. Se non faremo la scelta giusta, potremmo trovarci a dover rinunciare alle nostre libertà più preziose..." di Yuval Noah Harari sul Financial Times dello scorso 20.3, tradotto da Internazionale.

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Informarsi bene, più che informarsi tanto

Non facile in questo rumore di fondo causato da un numero smisurato di informazioni non sempre ottimali e spesso “gridate”. Ne consegue una grave infodemia (dal vocabolario Treccani “circolazione di una quantità eccessiva di informazioni, talvolta non vagliate con accuratezza, che rendono difficile orientarsi su un determinato argomento per la difficoltà di individuare fonti affidabili”). Ed ecco il report su COVID-19 dell’Accademia dei Lincei, preciso ed essenziale.

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