Pubblicato il 24/07/17

Il dramma della dipendenza da gioco d’azzardo

Una ricerca di qualche anno addietro del CNR stimava che circa 17 milioni di Italiani erano stati almeno una volta negli ultimi 12 mesi, coinvolti nel gioco d’azzardo. Numeri da malattia epidemica che, in questo caso, distrugge vite personali e intere famiglie. Ma se ne parla poco e, cosa incredibile, lo Stato ci guadagna pure. Ma non sarebbe il caso di rendere illegale il gioco d’azzardo? (vt)
“La mia vita era in balia di quell'ossessione. Avevo un'impresa che valeva centinaia di migliaia di euro e ora non ho più nulla, solo debiti che non potrò mai ripagare. La mattina uscivo da casa con un unico pensiero: andare da quella macchina di ferro ad aspettare di vincere; l'adrenalina mi saliva nel cervello quando stavo lì in attesa, non se vincevo, tanto poi lo sapevo che, se pure avessi vinto, avrei buttato di nuovo tutto in quella bocca vorace. La mia droga era quell'attesa, quella sfida al mondo, quel pazzo desiderio di essere il primo, l'unico, il migliore. Poteva squillare il telefono, potevano venire in sala slot moglie, figli, io non rispondevo, nemmeno li vedevo...in trance ipnotica davanti a quei colori e quei suoni”. E' la storia di uno dei tanti giocatori caduti nell'inferno dell'azzardo.

Leggi l'intero articolo »

Autore/i

  • Lucia Coco
    Psicologa clinica con formazione analitico/transazionale. Referente del Centro di riferimento regionale umbro del gioco d’azzardo patologico presso l’USL 2 – Umbria. Docente presso la scuola di specializzazione di psicoterapia analitico-transazionale dell’Università di Caserta.

Letture consigliate

Come la COVID-19 possa cambiare la nostra democrazia e come l’aiuto della scienza sia determinante nell’esercitare la scelta fra privacy e salute.

"... ognuno di noi dovrebbe scegliere di fidarsi dei dati scientifici e degli esperti piuttosto che di infondate teorie del complotto e di politici che fanno i loro interessi. Se non faremo la scelta giusta, potremmo trovarci a dover rinunciare alle nostre libertà più preziose..." di Yuval Noah Harari sul Financial Times dello scorso 20.3, tradotto da Internazionale.

Da leggere

Informarsi bene, più che informarsi tanto

Non facile in questo rumore di fondo causato da un numero smisurato di informazioni non sempre ottimali e spesso “gridate”. Ne consegue una grave infodemia (dal vocabolario Treccani “circolazione di una quantità eccessiva di informazioni, talvolta non vagliate con accuratezza, che rendono difficile orientarsi su un determinato argomento per la difficoltà di individuare fonti affidabili”). Ed ecco il report su COVID-19 dell’Accademia dei Lincei, preciso ed essenziale.

Da leggere



© 2020 - www.fivehundredwords.it - Credits
Le immagini a corredo degli articoli riprodotti su www.fivehundredwords.it provengono da ricerche effettuate su Google Image