Pubblicato il 01/07/13

Il troppo stroppia…la storia continua!

Siamo immersi in una palese contraddizione tra una sempre maggiore capacità teorica di diagnosi e cura di molte malattie e la sostenibilità economica e organizzativa di una sempre maggiore medicalizzazione della nostra società. E’, infatti, inimmaginabile che anche nella società più ricche ed organizzate si riesca ad offrire gratuitamente a tutti i cittadini il massimo delle procedure mediche. Il problema merita di essere portato all’attenzione del pubblico non specialista con equilibrio e cautela per evitare l’impressione che eventuali scelte orientate al risparmio facciano perdere reali opportunità di diagnosi e cure migliori. Ciò non è necessariamente vero. (vt)
Le più importanti linee guida internazionali indicano con grande chiarezza come prima che un test su sangue o di “imaging” (esami radiologici ed affini), venga utilizzato a fini diagnostici deve essere accertato, al di là di ogni ragionevole dubbio, che:

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Autore/i

  • Vincenzo Trischitta

    Vincenzo Trischitta insegna Endocrinologia all’Università Sapienza di Roma e dirige un gruppo di ricerca sulla genetica del diabete e delle complicanze cardiovascolari presso l’Istituto Scientifico Casa Sollievo della Sofferenza tra Roma e San Giovanni Rotondo.

    Attribuisce agli scienziati il dovere della divulgazione e della informazione per una società più consapevole e più libera.

Letture consigliate

Come la COVID-19 possa cambiare la nostra democrazia e come l’aiuto della scienza sia determinante nell’esercitare la scelta fra privacy e salute.

"... ognuno di noi dovrebbe scegliere di fidarsi dei dati scientifici e degli esperti piuttosto che di infondate teorie del complotto e di politici che fanno i loro interessi. Se non faremo la scelta giusta, potremmo trovarci a dover rinunciare alle nostre libertà più preziose..." di Yuval Noah Harari sul Financial Times dello scorso 20.3, tradotto da Internazionale.

Da leggere

Informarsi bene, più che informarsi tanto

Non facile in questo rumore di fondo causato da un numero smisurato di informazioni non sempre ottimali e spesso “gridate”. Ne consegue una grave infodemia (dal vocabolario Treccani “circolazione di una quantità eccessiva di informazioni, talvolta non vagliate con accuratezza, che rendono difficile orientarsi su un determinato argomento per la difficoltà di individuare fonti affidabili”). Ed ecco il report su COVID-19 dell’Accademia dei Lincei, preciso ed essenziale.

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