Pubblicato il 19/06/17

La salute nel Mondo

Il Global Burden of Disease, uno studio epidemiologico osservazionale di enormi dimensioni, c’informa ormai da anni su vari aspetti della salute nel mondo e 500WORDS ne ha riportato spesso i risultati. Nello scorso settembre è stato pubblicato il terzo rapporto generale che qui viene commentato dal prof. Giuseppe Remuzzi. (vt)
Lo studio Global Burden of Disease pubblicato a settembre 2016 da Lancet è una pietra miliare nella storia della medicina. Uno sforzo ciclopico (coinvolge 716 scienziati di 515 istituzioni in quasi 200 paesi del mondo), che traccia una mappa dello stato di salute del mondo. E’ stato coordinato dalla Washington University di Seattle con il sostegno di Banca Mondiale, OMS, università di ogni parte del globo, e ha goduto del finanziamento della Bill e Melinda Gates Foundation.

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Autore/i

  • Giuseppe Remuzzi
    Giuseppe Remuzzi è Direttore del Dipartimento di Medicina degli Ospedali Riuniti di Bergamo e coordina le attività di ricerca delle sedi di Bergamo dell’Istituto Mario Negri e del Centro di Ricerche Cliniche per le Malattie Rare. E’ membro del “Gruppo 2003” che annovera gli scienziati italiani più citati dalla letteratura scientifica ed ha ricevuto nel 2007 il “John P. Peters Award”, il più prestigioso premio nel campo della nefrologia internazionale. E’ Commendatore della Repubblica per meriti scientifici ed editorialista del Corriere della Sera.

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Come la COVID-19 possa cambiare la nostra democrazia e come l’aiuto della scienza sia determinante nell’esercitare la scelta fra privacy e salute.

"... ognuno di noi dovrebbe scegliere di fidarsi dei dati scientifici e degli esperti piuttosto che di infondate teorie del complotto e di politici che fanno i loro interessi. Se non faremo la scelta giusta, potremmo trovarci a dover rinunciare alle nostre libertà più preziose..." di Yuval Noah Harari sul Financial Times dello scorso 20.3, tradotto da Internazionale.

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Informarsi bene, più che informarsi tanto

Non facile in questo rumore di fondo causato da un numero smisurato di informazioni non sempre ottimali e spesso “gridate”. Ne consegue una grave infodemia (dal vocabolario Treccani “circolazione di una quantità eccessiva di informazioni, talvolta non vagliate con accuratezza, che rendono difficile orientarsi su un determinato argomento per la difficoltà di individuare fonti affidabili”). Ed ecco il report su COVID-19 dell’Accademia dei Lincei, preciso ed essenziale.

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