Pubblicato il 09/04/19

L'affaire vaccini: un problema di responsabilita' individuale e di fiducia!

Visto il ruolo sempre maggiore che la scienza assume nella vita quotidiana della gente, la faccenda dei vaccini è emblematica di come una società democraticamente evoluta ed articolata sia “costretta” ad interessarsi di aspetti normalmente coltivati solo dagli esperti. La nota di oggi ci dimostra come sull’affaire vaccini, al netto delle farneticazioni antiscientifiche No-Vax che qui ovviamente non trovano posto, si possono registrare posizioni ugualmente competenti ma chiaramente diverse su un aspetto centrale del problema, quale quello delle modalità più idonee per garantire un’alta percentuale di copertura vaccinale. Si sposta il riflettore dalle responsabilità politiche, sottolineate recentemente dalla Fondazione Gimbe http://www.fivehundredwords.it/post/it-laffaire-vaccini-in-eta-pediatrica-ignoranza-e-sciatteria a quelle individuali (posso permettermi di non vaccinarmi, esponendo così altri individui al rischio di ammalarsi?) ed a quelle della classe medico-scientifica che forse dovrebbe porsi qualche domanda sulla credibilità di cui gode presso i cittadini. A noi non sembrano tesi necessariamente alternative ma quello che certamente emerge ancora una volta è l’assoluta necessità che su questi temi la popolazione sia informata in maniera puntuale, scientificamente corretta e in assenza di conflitti d’interesse. Si chiama divulgazione scientifica indipendente. (vt)
Un gruppo di esperti di vaccinazioni creato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (SAGE) usa insieme al termine “vaccine” il termine “hesitancy” (traducibile come “esitazione” o “riluttanza”) riferendosi “alla ritardata accettazione o al rifiuto di utilizzare i servizi pubblici di vaccinazione, nonostante la loro disponibilità, come fenomeno complesso e contesto-specifico, variabile in base al tempo, allo spazio e alla natura delle malattie da vaccinare, nonché influenzato da fattori quali la condiscendenza (rispetto delle convenzioni sociali, NdR), la convenienza (corrispondenza ai propri interessi, NdR), la confidenza (conformità ai propri desideri unita a una percezione adeguata di credibilità delle garanzie ricevute, NdR)” [WHO/SAGE, 2014].

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Autore/i

  • Ubaldo Montaguti

    Ubaldo Montaguti svolge attività di ricerca ed organizza incontri di studio e corsi di formazione sui servizi sanitari nell’ambito della Sezione di Sanità Pubblica e Management Sanitario dell’Accademia Nazionale di Medicina di cui è responsabile scientifico.

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Come la COVID-19 possa cambiare la nostra democrazia e come l’aiuto della scienza sia determinante nell’esercitare la scelta fra privacy e salute.

"... ognuno di noi dovrebbe scegliere di fidarsi dei dati scientifici e degli esperti piuttosto che di infondate teorie del complotto e di politici che fanno i loro interessi. Se non faremo la scelta giusta, potremmo trovarci a dover rinunciare alle nostre libertà più preziose..." di Yuval Noah Harari sul Financial Times dello scorso 20.3, tradotto da Internazionale.

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Informarsi bene, più che informarsi tanto

Non facile in questo rumore di fondo causato da un numero smisurato di informazioni non sempre ottimali e spesso “gridate”. Ne consegue una grave infodemia (dal vocabolario Treccani “circolazione di una quantità eccessiva di informazioni, talvolta non vagliate con accuratezza, che rendono difficile orientarsi su un determinato argomento per la difficoltà di individuare fonti affidabili”). Ed ecco il report su COVID-19 dell’Accademia dei Lincei, preciso ed essenziale.

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