Pubblicato il 07/01/19

Serve un patto trasversale per la scienza

La scienza, come qualunque altra forma di conoscenza, dovrebbe essere riconosciuta come un bene universale dell’umanità. Coerentemente i Paesi più evoluti sono quelli a maggior tasso di scientificità, con minor spazio nei confronti pubblici a credenze e miti e con le più alte percentuali dei propri PIL dedicati al finanziamento della scienza. L’Italia, lo sappiamo, arranca e bisogna quindi tener viva l’attenzione sul problema. Oggi lo facciamo con questa nota che ci riferisce di un esempio virtuoso recentemente occorso negli USA. (vt)
La Scienza è di tutti. Cosa vuol dire questa frase semplicissima, quasi banale? Che i risultati della Scienza, in termini di aumento della conoscenza e di impatto positivo sulla qualità della vita umana, vanno a beneficio di tutte le persone, indipendentemente dalle loro idee politiche e condizioni sociali. Se uno scienziato trova la cura per il morbo d’Alzheimer questo successo non può essere definito né di destra, né di sinistra, né di centro. Partendo da questo semplice presupposto, che definisce e sottolinea il valore universale della Scienza, si capisce che non ha senso alcuno pensare che possano esistere forze politiche “pro-Scienza” o “anti-Scienza”. In realtà, come sappiamo bene dall’esperienza italiana, i partiti politici possono a volte prendere posizioni anti-scientifiche (vedi casi Stamina o Di Bella), ma questa dovrebbe essere una aberrazione da eliminare.

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Autore/i

  • Guido Silvestri
    Guido Silvestri, medico è Professore Ordinario di Patologia Generale alla Emory University di Atlanta (USA), dove è uno dei dodici scienziati che detengono il prestigioso titolo di Georgia Research Alliance Eminent Scholar. Dal 2013 è editore di Journal of Virology, la più antica e citata rivista di virologia al mondo, e dal 2018 è presidente del consiglio scientifico dell'ANRS, l’agenzia di stato francese che si occupa di AIDS, epatiti, e malattie infettive emergenti.

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