OGM e pregiudizi

Gli agricoltori che nel mondo coltivano piante migliorate dall’ingegneria genetica (ogm) sono quasi 18 milioni, per oltre 180 milioni di ettari. E’ vero che metà della produzione mondiale deriva dagli Stati Uniti, ma questo garantisce anche sulla sicurezza di queste piante: a quasi vent’anni dalla loro commercializzazione non un solo caso d’intossicazione o danno sanitario è stato registrato dai Centers for Disease Control; che invece elencano centinaia d’intossicazioni all’anno associate al consumo di alimenti da agricoltura biologica. Con gli ogm s’inquina anche di meno, malgrado la propaganda li descriva come minacce per l’ambiente.

L’Europa insiste a rimanere fuori dall’innovazione e sviluppo del settore agricolo, fondamentale per garantire un futuro ai giovani europei. A loro volta, politici e magistrati italiani scrivono decreti o sentenze incostituzionali per conculcare la libertà d’impresa. Agli Italiani, poi, piace sentirsi più intelligenti degli altri, credendo di aver capito tutto sull’alimentazione, sulla produzione agricola e su come trarre vantaggio dalle opportunità di scambio economico. Intanto, la nostra bilancia commerciale agricola è in deficit per 10miliardi di euro, e importiamo mangimi derivati da soia e mais ogm, di qualità migliore, utilizzati nelle filiere dei marchi DOP e IPG, venduti negando che contengano ogm. E che importa ai politici se 10 milioni d’Italiani sono poveri, se è minoranza chi può permettersi di pagare il cibo biologico dal 30 al 100% in più, o far spesa da Eataly. Coldiretti, un’associazione privata che detta l’agenda di governo della politica agricola e gestisce circa metà degli aiuti europei all’agricoltura italiana (3 miliardi di euro), predica che si paghi di più il cibo per aiutare l’agricoltura. Chi sta mettendo a rischio, per interessi privati e pregiudizi ideologici, la sicurezza dell’accesso al cibo a causa di prevedibili aumenti dei prezzi per crisi politiche internazionali o cambiamenti climatici, s’assume pesanti responsabilità e corre dei rischi. Le persone affamate sono ancora pericolose.

Al di là del protezionismo, per cui l’Europa penalizza l’innovazione agricola, ascoltando i ragionamenti di chi giustifica questa politica miope sembra di stare in un sogno. Dove il mondo va al contrario, e non si capisce perché le persone non si rendano conto delle sciocchezze che dicono e fanno. Non si riesce a discutere mai seriamente del problema. Perché se si dimostra ai tecnofobi anti-ogm che non ci sono prove di rischi per la salute e l’ambiente – anzi, gli ogm sono più sicuri – questi spostano la discussione sul fronte economico, parlando di multinazionali che si arricchiscono. A quel punto si ricorda loro che il fatturato mondiale di Monsanto è inferiore a quello di Coop solo in Italia. Allora vengono fuori i brevetti… Anche lì si può dimostrare che è un falso problema. L’ultimo appiglio è che sarebbe innaturale manipolare e scambiare i geni (questo lo dicono quelli istruiti). Non ci vuol niente a confutare anche questa sciocchezza, perché è l’agricoltura come tale la più “innaturale” invenzione umana… Ecco allora lo sguardo di compatimento e l’interlocutore anti-ogm se ne va ancora più rafforzato nei suoi pregiudizi. Come prevede la logica psicologica del pensiero superstizioso.

Autore: Gilberto Corbellini

Gilberto Corbellini è professore ordinario di storia della medicina e docente di bioetica alla Sapienza, Università di Roma. Ha pubblicato una decina di libri, oltre un centinaio articoli e collabora con Domenica del Sole24Ore.


Discussioni

comments powered by Disqus

Letture consigliate

EMERGENZA COVID-19: La necessità di una corretta comunicazione da fonti affidabili. Il monito dell’Accademia dei Pazienti e dei Pazienti Esperti EUPATI

Sempre a proposito di informarsi bene in ambito medico, difendendosi da un eccesso di informazione (infodemia) quando non dalle fake news, emerge sempre maggiore la necessità di una corretta comunicazione da fonti affidabili e capita quindi a fagiolo il monito dell’Accademia dei Pazienti Esperti del progetto EUPATI

Da leggere

Informarsi bene, più che informarsi tanto

Non facile in questo rumore di fondo causato da un numero smisurato di informazioni non sempre ottimali e spesso “gridate”. Ne consegue una grave infodemia (dal vocabolario Treccani “circolazione di una quantità eccessiva di informazioni, talvolta non vagliate con accuratezza, che rendono difficile orientarsi su un determinato argomento per la difficoltà di individuare fonti affidabili”). Ed ecco il report su COVID-19 dell’Accademia dei Lincei, preciso ed essenziale.

Da leggere



© 2020 - www.fivehundredwords.it - Credits
Le immagini a corredo degli articoli riprodotti su www.fivehundredwords.it provengono da ricerche effettuate su Google Image