Pubblicato il 24/09/18

Un’adolescente di 80000 anni fa

Paleogenetica! Suonerà sgradevole questa strana parola a chi crede che esistano le “razze” e, conseguentemente alle differenze fra esse. Suonerà sgradevole perché è una nuovo settore della ricerca genetica che ci dice l’esatto contrario. Siamo meticci fin dall’inizio, un miscuglio di specie diverse di ominidi che popolavano la terra decine di migliaia di anni fa. Chi glielo dice adesso a quelli che “…prima gli Italiani!” ? (vt)
Da dove veniamo? Chi siamo?... Queste domande l’uomo se le è sempre poste, magari di notte, ammirando la straordinaria forza ammaliatrice di un cielo stellato. Probabilmente, fin da quando ha realizzato di essere diverso dalle altre specie e ha cominciato ad avere la presunzione di potere costruire il proprio futuro. Discipline, quali la storia, l’archeologia e la paleontologia ci aiutano a rispondere. Esse ci hanno insegnato che l’agricoltura si è sviluppata nella Mezzaluna fertile all’alba del neolitico. Ci hanno fatto conoscere la bellezza di Nefertiti, la cui immagine ha stregato Hitler nella Berlino degli anni ’30. Ma, purtroppo, andando indietro nel tempo, le informazioni che possono fornirci diminuiscono drasticamente e tutto sbiadisce nella nebbia dei millenni. Esistono, però, altre risorse che possono venire in aiuto: la genetica o, se preferite, la paleogenetica. Ormai possiamo sequenziare l’intero genoma di soggetti vissuti decine di migliaia di anni fa. Non solo uomini, ma anche altri tipi di ominidi. Che cosa ci hanno insegnato questi studi e quanto sono utili a rispondere alle domande iniziali?

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Autore/i

  • Maurizio Margaglione

    Maurizio Margaglione, medico ricercatore, insegna Genetica Medica presso l’Università degli Studi di Foggia. Autore di numerosi articoli su riviste internazionali, dirige il Servizio di Genetica Medica dell’AOU “Ospedali Riuniti” di Foggia.

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Come la COVID-19 possa cambiare la nostra democrazia e come l’aiuto della scienza sia determinante nell’esercitare la scelta fra privacy e salute.

"... ognuno di noi dovrebbe scegliere di fidarsi dei dati scientifici e degli esperti piuttosto che di infondate teorie del complotto e di politici che fanno i loro interessi. Se non faremo la scelta giusta, potremmo trovarci a dover rinunciare alle nostre libertà più preziose..." di Yuval Noah Harari sul Financial Times dello scorso 20.3, tradotto da Internazionale.

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Informarsi bene, più che informarsi tanto

Non facile in questo rumore di fondo causato da un numero smisurato di informazioni non sempre ottimali e spesso “gridate”. Ne consegue una grave infodemia (dal vocabolario Treccani “circolazione di una quantità eccessiva di informazioni, talvolta non vagliate con accuratezza, che rendono difficile orientarsi su un determinato argomento per la difficoltà di individuare fonti affidabili”). Ed ecco il report su COVID-19 dell’Accademia dei Lincei, preciso ed essenziale.

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